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L’attenzione verso la sostenibilità è ormai diventata un imperativo che attraversa il mondo imprenditoriale e quello professionale, indipendentemente dalle dimensioni, dal settore di appartenenza e dalle specializzazioni della propria attività.

Nell’Unione Europea è in corso un forte processo di accelerazione verso la sostenibilità con un conseguente aumento dei requisiti normativi e necessità di certificazioni: entro il 2026, saranno 50mila le imprese europee obbligate a redigere la c.d. DNF -Dichiarazione Non Finanziaria.

Un numero verosimilmente sottostimato che non considera quelle società che, pur non essendo tenute per norma, dovranno comunque predisporre un report di sostenibilità se non vorranno ritrovarsi escluse dalla catena di fornitura dei loro clienti, sentirsi negare dalle banche l’accesso al credito o risultare non idonee ad ottenere i finanziamenti stanziati dal PNRR.
E, in generale, se non vorranno incorrere in tutta una serie di altri rischi correlati alla perdita di competitività, di attrattività nei confronti dei giovani talenti, di opportunità di innovazione e, in ultima analisi, di capacità di sopravvivere nel lungo periodo.

Non si sta quindi parlando solo di rendicontazione ma di un processo di cambiamento molto più ampio che interessa trasversalmente l’impresa, a partire dalla definizione della sua strategia e del suo stesso modello di business.

A breve sempre più aziende si rivolgeranno ai loro professionisti di fiducia chiedendo loro un supporto fattivo in molteplici direzioni.

Si apre, perciò, un mercato estremamente interessante per gli studi professionali: alla luce di questa consapevolezza, ADC Nazionale e MARKETUDE hanno dato vita all’Osservatorio ESG per avere uno strumento attraverso cui monitorare l’orientamento verso la sostenibilità da parte delle professioni liberali, condividere informazioni e conoscenza e stare al loro fianco per accompagnarle in questo percorso.

In tale direzione, la prima attività dell’Osservatorio ESG è una survey rivolta a commercialisti e avvocati che si propone di verificare se e quanto gli studi siano a conoscenza delle tematiche ESG e abbiano eventualmente già fatto dei passi avanti in questa direzione.

La ricerca si sviluppa in due fasi:

1.

la prima qualitativa, finalizzata a validare le domande attraverso una decina di interviste ad avvocati e commercialisti. La loro partecipazione sarà riconosciuta nei ringraziamenti della ricerca e consentirà di corredare con dei virgolettati –seppure in forma anonima- i dati quantitativi presentati;

2.

la seconda fase, quantitativa, sarà condotta attraverso la somministrazione di un questionario al numero più ampio possibile di professionisti.

I dati raccolti saranno aggregati e presentati in forma anonima.

Sono solo 10 domande: la compilazione richiede circa 5 minuti.

Vai alla survey
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